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MASSAGGIO CONNETTIVALE
Articolata in un corso teorico-pratico di 30 ore in due week-end per operatori, questa tecnica ha una doppia finalità: può essere usato con intenzioni terapeutiche oppure diagnostiche.

Scoperto casualmente dalla sig. Dike nel 1929 a causa di una personale malattia, codificato e divulgato scientificamente dal prof. Kohlrause, si tratta di un massaggio riflessologico che agisce sul sistema neurovegetativo, attraverso l’anamnesi del tessuto connettivo si prefigge di individuare zone di sofferenza dei tessuti superficiali indicatori di disturbi viscerali.

Il meccanismo d’azione di questa tecnica è da ricercarsi nei rapporti neurologici tra organo-cute-organo supportati dal sistema nervoso simpatico e da quello parasimpatico. Questo massaggio ha un duplice utilizzo, è un ottimo strumento diagnostico poiché consente, attraverso l’esame del tessuto connettivo, di discriminare la natura del dolore se riferito, espressione di sofferenza viscerale, o di tipo reumatico, affezione osteo-articolare.

E’ altrettanto efficace come mezzo terapeutico ufficialmente riconosciuto dalla medicina usato nel dolore articolare, nelle algie del rachide, nei disturbi psicosomatici, nella cura dei traumi muscolari minori, in pronto soccorso e in tutti quei casi dove il processo flogistico in corso vieta l’impiego del massaggio classico.

 

Programma

Origine e sviluppo del metodo, anatomia delle zone di riflesso degli organi sulla cute.
Mappa di proiezione cutanee degli organi.
Anamnesi generale, localizzazione e individuazione dei punti di massimo.
Manovre: cutaneo, sottocutaneo, fascia.
Trattamenti: piccola e grande costruzione, scapola sinistra.
Ipotesi di intervento: traumatologia, algie vertebrali, disturbi psicosomatici, insonnia, stipsi, mal di testa.