| AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE in collaborazione con REGIS MAGAZINE Regis Magazine organizza corsi, seminari e stage teorico pratici a carattere di week-end per operatori e per chi vuole acquisire nuove conoscenze, gli argomenti sono: MASSAGGIO DINAMICO drenaggio linfatico con l’utilizzo
delle manovre classiche MASSAGGIO CONNETTIVALE |
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MASSAGGIO
DINAMICO drenaggio linfatico con le manovre classiche del massaggio Il
massaggio Dinamico attinge precisi presupposti anatomo-vasali dalla tecnica
linfodrenante del Vodder perfezionata in seguito da Leduc, applicando
la manualità classica del massaggio frutto di secoli di empirismo.
Nella sua tecnica esecutiva il massaggio dinamico utilizza i diversi gradienti
di pressione idrostatica per stimolare il ritorno venoso e linfatico,
per questa ragione deve essere eseguito su tutto il corpo. Le manovre
si applicano dalla regione prossimale a quella distale di un segmento,
in questo modo si modifica la pressione idrostatica agente sui vasi a
favore del ritorno venoso. Ogni manualità termina sulla regione
dei linfonodi più vicina, allo scopo di determinare il drenaggio
e l’evacuazione della linfa dai linfonodi. Il massaggio Dinamico
è una tecnica polivalente perfettamente applicabile ai tre settori
del massaggio: estetico, terapeutico e sportivo. |
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MASSAGGIO
CONNETTIVALE MASSAGGIO
CONNETTIVALE Scoperto casualmente dalla sig. Dike nel 1929 a causa di
una personale malattia, codificato e divulgato scientificamente dal
prof. Kohlrause, è un massaggio riflessologico che agisce sul
sistema neurovegetativo, attraverso l’anamnesi del tessuto connettivo
si prefigge di individuare zone di sofferenza dei tessuti superficiali
indicatori di disturbi viscerali. Il meccanismo d’azione di questa
tecnica è da ricercarsi nei rapporti neurologici tra organo-cute-organo
supportati dal sistema nervoso simpatico e da quello parasimpatico.
Questo massaggio ha un duplice utilizzo, è un ottimo strumento
diagnostico poiché consente, attraverso l’esame del tessuto
connettivo, di discriminare la natura del dolore se riferito, espressione
di sofferenza viscerale, o di tipo reumatico, affezione osteo-articolare.
E’ altrettanto efficace come mezzo terapeutico ufficialmente riconosciuto
dalla medicina usato nel dolore articolare, nelle algie del rachide,
nei disturbi psicosomatici, nella cura dei traumi muscolari minori,
in pronto soccorso e in tutti quei casi dove il processo flogistico
in corso vieta l’impiego del massaggio classico.
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TERAPIA
CRANIOSACRALE TERAPIA
CRANIOSACRALE Il sistema cranio sacrale è definito come un complesso
caratterizzato da un’attività ritmica che ha inizio nella
fase embrionale e termina con il decesso dell’individuo, è
riscontrabile in tutte le specie di vertebrati. Anatomicamente il sistema
cranio sacrale è costituito da: meningi, liquido cerebrospinale,
compagini ossee di contenimento e strutture muscolari di inserzione.
L’ipotesi più accreditata sull’origine del movimento
cranio sacrale va ricercata nel fatto che le suture del cranio si muovono
costantemente con micromovimenti promossi dalla variazione di pressione
del liquido cerebrospinale. Questi movimenti si susseguono in forma
ritmica composta da due fasi: una di estensione e una di flessione,
l’alternarsi dei due periodi determina un ritmo, riscontrabile
alla palpazione della volta cranica, compreso tra 6 e 12 cicli al minuto.
Quando per una qualsiasi ragione una componente ossea del cranio riduce
il suo movimento si instaura una lesione che dal suo punto di origine
si propaga coinvolgendo altre regioni del sistema cranio sacrale.
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Sistema
craniosacrale MAL DI
SCHIENA Il mal di schiena è un mere magnum che vede impegnati
medici, terapisti, guaritori o quanti altri hanno a che fare con la
cura del dolore. Il mal di schiena colpisce l’uomo almeno una
volta durante la sua esistenza, quando si cronicizza condiziona pesantemente
la qualità della vita. Questo incontro è dedicato agli
operatori del settore, agli educatori fisici, agl’ istruttori
delle diverse discipline sportive e ai sofferenti di mal di schiena.
Il programma è teorico-pratico frutto di una lunga ricerca che
coinvolge diversi settori della terapia configurandosi come punto di
incontro fra terapie manuali e ortopedia tradizionale. Durante lo stage
saranno proposti trattamenti sui pazienti partecipanti in modo tale
da sperimentare immediatamente l’efficacia delle tecniche proposte.
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TECNICHE
DI BENDAGGIO
Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, per operatori e appassionati sulle più moderne e sofisticate tecniche di bendaggio e taping. TECNICHE
DI BENDAGGIO Il significato meccanico del bendaggio è duplice:
proteggere una parte del corpo dove insiste una lesione traumatica o un
processo infiammatorio, oppure immobilizzarla per mantenerla temporaneamente
a riposo. Il bendaggio è nato come terapia compressiva nell’insufficienza
venosa, la compressione esercitata esternamente a un tessuto si oppone
alla pressione idrostatica all’interno dei vasi favorendo il ritorno
venoso e linfatico, in tal modo si evita la formazione dell’edema.
Il bendaggio funzionale è stato studiato a scopo protettivo, su
strutture muscolo-tendinee o capsulo-legamentose deficitarie, nel rispetto
della dinamica articolare. Negli anni settanta i trainer di basket americani
iniziarono ad usare bende adesive per proteggere le articolazioni doloranti
dei loro atleti ottenendo risultati incoraggianti, la metodica si diffuse
a macchia d’olio sino ai giorni nostri dove è stata codificata
dalla medicina ufficiale in diversi settori di applicazione. Il bendaggio
funzionale è un perfetto connubio tra bende estensibili e bende
in estensibili, in rapporto alle funzioni che si vogliono esaltare si
darà prevalenza a un materiale rispetto ad un alto. |
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| Bendaggio
compressivo su un arto edematoso da ristagno venoso e linfatico |
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1 ancora
distale con taping 2 ancora prossimale con taping 3 bendaggio elastico con benda estensibile 4 staffa con taping eseguita sopra la benda estensibile |
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Bendaggio
e taping dell’articolazione tibio-tarsica
INESTETISMI FEMMINILI Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, dedicato a tutti coloro che devono contrastare: stasi venosa, ritenzione idrica, cellulo-adiposite e liposclerosi. INESTETISMI
FEMMINILI Gli inestetismi femminili non sono veri e propri fenomeni patologici
ma configurazioni che alterano l’estetica impedendo il giusto equilibrio
fra tronco e arti inferiori. Si istaurano nella regione del gluteo, sulle
cosce nella zona latero posteriore, sulle ginocchia medialmente, sul tricipite
brachiale e più raramente alla radice del collo sui muscoli trapezi.
Con il termine cellulite vengono indicati impropriamente tre inestetismi:
ritenzione idrica, cellulo-adiposite e liposclerosi, ogni volta che si
pronuncia questo vocabolo si commettono due errori, il primo legato al
significato che indica un fenomeno infiammatorio a carico dei tessuti,
il secondo perché si accomunano tre inestetismi estremamente differenti
tra loro. Lo stage affronta il problema inestetismi dal punto di vista
fisiologico, proponendo le strategie per debellarli a trecentosessanta
gradi.
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Zone di distribuzione degl’inestetismi |
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| Ritenzione idrica Liposclerosi | Cellulo-adiposite | |
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DOLORE
ARTICOLARE
Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, per operatori e per chi vuole acquisire nuove conoscenze sulla determinazione del dolore articolare. DOLORE
ARTICOLARE Con la sintomatologia dolorosa articolare il massaggiatore,
il fisioterapista, l’insegnante di Educazione Fisica, l’allenatore,
l’atleta il paziente devono confrontarsi quotidianamente. Una concreta
valutazione sull’origine del dolore deve iniziare dalla sua identificazione:
se di natura viscerale o osteo-articolare e quindi reumatico, questo è
il vero nocciolo della questione. Per stabilire l’esatta natura
della sintomatologia dolorosa si usa come strumento di indagine la semeiotica.
Per ogni articolazione sono indicate le principali manovre per verificare
la stabilità dei componenti articolari. Per le sindromi reumatiche
la diagnosi è clinica basata sull’anamnesi e l’esame
obiettivo espresso attraverso le manovre speciali. Gli esami strumentali,
quali la diagnostica per immagini e quelli di laboratorio, hanno lo scopo
di confermare in un secondo tempo l’ipotesi diagnostica e l’eventuale
intervento dell’ortopedico. Nello stage saranno illustrate le principali
patologie reumatiche che colpiscono le articolazioni e le strategie di
trattamento: dalla massofisioterapia allo stretching, dalla crioterapia
al taping. Saranno indicate anche tecniche di massaggio e automassaggio.
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| Nella
rottura del legamento deltoideo si evidenzia una esagerata mobilità
in abduzione del piede. |
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| Nella
lesione dei legamenti esterni insiste un’abnorme mobilità
in adduzione del piede. |
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| Nella
lesione dei legamenti esterni insiste un’abnorme mobilità
in adduzione del piede. |
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| Test
di Lanzetta |
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Test
di Phalen per determinare la patologia del tunnel carpale |
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RIFLESSOLOGIA
PLANTARE Corso teorico pratico di 30 ore, due week-end, per tecnici e cultori della disciplina, questo sistema permette un doppio utilizzo: può essere usata da personale qualificato con finalità diagnostiche e terapeutiche, o dagli appassionati a scopo igienico salutistico. |
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La riflessologia plantare
utilizza dei punti di riflesso riferiti a una mappa degli organi interni
e delle loro funzioni raffigurata in zona plantare, attuando pressioni
su questi punti si producono delle reazioni, ad esempio antalgiche, in
un distretto del corpo diverso dalla zona stimolata, si può adoperare
questo sistema sia per diagnosticare disturbi che per curarli.
La riflessologia, originaria della Cina, conosciuta anche in India ed Egitto, utilizzata dai nativi americani e dagli indigeni africani, è giunta nella vecchia Europa sul finire del 1800 e negli Stati Uniti nei primi anni del secolo scorso. La teoria occidentale che spiega la riflessologia fa capo al dott. W. Fitzgerald, medico laringoiatra di Boston, nel 1917 pubblicò il libro: “Terapia zonale come alleviare il dolore a casa propria”, il contenuto di questo lavoro è il frutto di esperienze personali sperimentate come forma di anestesia per piccoli interventi chirurgici sui suoi pazienti, egli si occupava principalmente dei punti della mano. Nel 1930 la sig. Eunice Ingham, terapista, iniziò a studiare questi principi sperimentandoli quotidianamente sui pazienti, a differenza di W. Fitzgerald si concentrò maggiormente sulla riflessologia del piede, la signora Eunice Ingham muore all’età di ottantacinque anni nel 1974, lasciando le sue conoscenze in eredità a molti allievi, quattro di loro diventano i caposcuola: primo tra tutti il nipote Dwight Byers, Mildred Carter anch’essa americana, Dorrer Bayly inglese e Hanna Marquardt tedesca. Le due allieve europee diffondono negli anni 60 il metodo di Eunice Ingham in Europa, in Italia è Elpidio Zamboni allievo diretto di Hanna Marquardt a divulgare la riflessologia plantare. Questo corso è finalizzato soprattutto alle patologie dell’apparato locomotore, in modo tale da consentire al massaggiatore di intervenire sul piede quando il massaggio classico è vietato. Programma Storia della riflessologia. Le differenti scuole di pensiero: orientale e occidentale. Il piede anatomia, fisiologia e fisiopatologia. Zone di riflesso in regione plantare e dorsale. Il metodo di Eunice Ingham. Le manovre. Zone di riflesso dell’apparato locomotore. Arti superiori, arti inferiori, rachide. La teoria delle aree di corrispondenza.
Alcune zone di riflesso del piede |
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