AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE in collaborazione con REGIS MAGAZINE

Regis Magazine organizza corsi, seminari e stage teorico pratici a carattere di week-end per operatori e per chi vuole acquisire nuove conoscenze, gli argomenti sono:

MASSAGGIO DINAMICO drenaggio linfatico con l’utilizzo delle manovre classiche MASSAGGIO CONNETTIVALE
TECNICA CRANIOSACRALE
MAL DI SCHIENA
TECNICHE DI BENDAGGIO
INESTETISMI FEMMINILI
DOLORE ARTICOLARE
RIFLESSOLOGIA PLANTARE

MASSAGGIO DINAMICO drenaggio linfatico con le manovre classiche del massaggio Il massaggio Dinamico attinge precisi presupposti anatomo-vasali dalla tecnica linfodrenante del Vodder perfezionata in seguito da Leduc, applicando la manualità classica del massaggio frutto di secoli di empirismo. Nella sua tecnica esecutiva il massaggio dinamico utilizza i diversi gradienti di pressione idrostatica per stimolare il ritorno venoso e linfatico, per questa ragione deve essere eseguito su tutto il corpo. Le manovre si applicano dalla regione prossimale a quella distale di un segmento, in questo modo si modifica la pressione idrostatica agente sui vasi a favore del ritorno venoso. Ogni manualità termina sulla regione dei linfonodi più vicina, allo scopo di determinare il drenaggio e l’evacuazione della linfa dai linfonodi. Il massaggio Dinamico è una tecnica polivalente perfettamente applicabile ai tre settori del massaggio: estetico, terapeutico e sportivo.
Programma
Anatomia e fisiologia del sistema venoso e del sistema linfatico; il ritorno venoso, la pressione idrostatica.
Le posture del masser.
Biomeccanica delle manovre: sfioramento, sfregamento, frizione, impastamento, percussione. Tecnica applicativa: arti inferiori, dorso, tratto cervicale, addome, arti superiori e viso.
Protocollo di lavoro applicato agl’inestetismi femminili: stasi venosa, ritenzione idrica, cellulo-adiposite, liposclerosi, edema, rughe e smagliature.
Protocollo di lavoro applicato alle sindromi algiche vertebrali: dolore acuto, con preventivo trattamento di crioterapia prima del massaggio, dolore cronico, massaggio e di seguito mobilizzazione del rachide interessato.
Protocollo di lavoro riferito al dolore articolare: si discrimina in prima analisi il dolore riferito da quello che coinvolge gli elementi costituenti l’articolazione, si procede con un’applicazione segmentaria delle manovre.
Protocollo di lavoro sportivo: preparatorio prima della gara, manovre di percussioni con azione vasodilatatrice, sedativo e drenante al termine della competizione, frizioni e impastamenti profondi, per favorire l’assorbimento dei cataboliti.

MASSAGGIO CONNETTIVALE
Corso teorico pratico di 30 ore, due week-end, per operatori questa tecnica ha una doppia finalità: può essere usato con intenzioni terapeutiche oppure diagnostiche.

MASSAGGIO CONNETTIVALE Scoperto casualmente dalla sig. Dike nel 1929 a causa di una personale malattia, codificato e divulgato scientificamente dal prof. Kohlrause, è un massaggio riflessologico che agisce sul sistema neurovegetativo, attraverso l’anamnesi del tessuto connettivo si prefigge di individuare zone di sofferenza dei tessuti superficiali indicatori di disturbi viscerali. Il meccanismo d’azione di questa tecnica è da ricercarsi nei rapporti neurologici tra organo-cute-organo supportati dal sistema nervoso simpatico e da quello parasimpatico. Questo massaggio ha un duplice utilizzo, è un ottimo strumento diagnostico poiché consente, attraverso l’esame del tessuto connettivo, di discriminare la natura del dolore se riferito, espressione di sofferenza viscerale, o di tipo reumatico, affezione osteo-articolare. E’ altrettanto efficace come mezzo terapeutico ufficialmente riconosciuto dalla medicina usato nel dolore articolare, nelle algie del rachide, nei disturbi psicosomatici, nella cura dei traumi muscolari minori, in pronto soccorso e in tutti quei casi dove il processo flogistico in corso vieta l’impiego del massaggio classico.
Programma
Origine e sviluppo del metodo, anatomia delle zone di riflesso degli organi sulla cute.
Mappa di proiezione cutanee degli organi.
Anamnesi generale, localizzazione e individuazione dei punti di massimo.
Manovre: cutaneo, sottocutaneo, fascia.
Trattamenti: piccola e grande costruzione, scapola sinistra.
Ipotesi di intervento: traumatologia, algie vertebrali, disturbi psicosomatici, insonnia, stipsi, mal di testa.

 

TERAPIA CRANIOSACRALE
Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, per operatori e pazienti.

TERAPIA CRANIOSACRALE Il sistema cranio sacrale è definito come un complesso caratterizzato da un’attività ritmica che ha inizio nella fase embrionale e termina con il decesso dell’individuo, è riscontrabile in tutte le specie di vertebrati. Anatomicamente il sistema cranio sacrale è costituito da: meningi, liquido cerebrospinale, compagini ossee di contenimento e strutture muscolari di inserzione. L’ipotesi più accreditata sull’origine del movimento cranio sacrale va ricercata nel fatto che le suture del cranio si muovono costantemente con micromovimenti promossi dalla variazione di pressione del liquido cerebrospinale. Questi movimenti si susseguono in forma ritmica composta da due fasi: una di estensione e una di flessione, l’alternarsi dei due periodi determina un ritmo, riscontrabile alla palpazione della volta cranica, compreso tra 6 e 12 cicli al minuto. Quando per una qualsiasi ragione una componente ossea del cranio riduce il suo movimento si instaura una lesione che dal suo punto di origine si propaga coinvolgendo altre regioni del sistema cranio sacrale.
Programma
Anatomia e fisiologia del sistema cranio sacrale.
Ricerca attraverso la palpazione del ritmo craniosacrale.
Le tensioni ricorrenti che provocano dolori articolari e disturbi viscerali e descrizione delle cause scatenanti.
L’articolazione temporo-mandibolare e le malocclusioni.
Manovre per la risoluzione delle tensioni sulla componente craniale: bite con rotoli di cotone, trazione delle orecchie.
Manovre per la scioglimento delle tensioni sulla componente sacrale: stretching del muscolo piriforme, del muscolo iliaco e del muscolo grande gluteo.

 

 

Sistema craniosacrale
MAL DI SCHIENA
Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, per operatori e per chi vuole acquisire nuove conoscenze sulla valutazione e l’autovalutazione del mal di schiena con trattamenti massofioterapici personalizzati

MAL DI SCHIENA Il mal di schiena è un mere magnum che vede impegnati medici, terapisti, guaritori o quanti altri hanno a che fare con la cura del dolore. Il mal di schiena colpisce l’uomo almeno una volta durante la sua esistenza, quando si cronicizza condiziona pesantemente la qualità della vita. Questo incontro è dedicato agli operatori del settore, agli educatori fisici, agl’ istruttori delle diverse discipline sportive e ai sofferenti di mal di schiena. Il programma è teorico-pratico frutto di una lunga ricerca che coinvolge diversi settori della terapia configurandosi come punto di incontro fra terapie manuali e ortopedia tradizionale. Durante lo stage saranno proposti trattamenti sui pazienti partecipanti in modo tale da sperimentare immediatamente l’efficacia delle tecniche proposte.
Programma
Dalle origini ai giorni nostri.
Anatomia e fisiologia del rachide.
Alterazioni posturali e morfologiche.
Dimorfismi, paramorfismi atteggiamenti paramorfici.
Sindromi algiche vertebrali, lombalgia, lombosciatalgia, cervicoalgia, cervicobrachialgia, Manovra di Milgram, segno di Lasegue, manovra di Valsala.
Sistema craniosacrale e sindromi algiche vertebrali.
Protocolli di intervento: crioterapia, massofisioterapia, mobilizzazioni, esercitazioni fisiche.
Il punto di vista della Medicina Tradizionale Cinese.

 

TECNICHE DI BENDAGGIO
Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, per operatori e appassionati sulle più moderne e sofisticate tecniche di bendaggio e taping.

TECNICHE DI BENDAGGIO Il significato meccanico del bendaggio è duplice: proteggere una parte del corpo dove insiste una lesione traumatica o un processo infiammatorio, oppure immobilizzarla per mantenerla temporaneamente a riposo. Il bendaggio è nato come terapia compressiva nell’insufficienza venosa, la compressione esercitata esternamente a un tessuto si oppone alla pressione idrostatica all’interno dei vasi favorendo il ritorno venoso e linfatico, in tal modo si evita la formazione dell’edema. Il bendaggio funzionale è stato studiato a scopo protettivo, su strutture muscolo-tendinee o capsulo-legamentose deficitarie, nel rispetto della dinamica articolare. Negli anni settanta i trainer di basket americani iniziarono ad usare bende adesive per proteggere le articolazioni doloranti dei loro atleti ottenendo risultati incoraggianti, la metodica si diffuse a macchia d’olio sino ai giorni nostri dove è stata codificata dalla medicina ufficiale in diversi settori di applicazione. Il bendaggio funzionale è un perfetto connubio tra bende estensibili e bende in estensibili, in rapporto alle funzioni che si vogliono esaltare si darà prevalenza a un materiale rispetto ad un alto.
Programma:
Genesi del bendaggio.
Bendaggio funzionale.
Bende estensibili.
Bende inestensibili.
Taping.
Bendaggio funzionale della caviglia.
Taping della caviglia.
Bendaggio funzionale del polpaccio affetto da stiramento.
Bendaggio funzionale del ginocchio nella lesione dei legamenti.
Bendaggio funzionale del quadricipite nello stiramento.
Bendaggio di un dito con taping.
Bendaggio con taping per fissare pollice e indice.
Bendaggio con taping per fissare 2 dita.
Bendaggio con taping per pollice e polso.
Bendaggio con taping del polso.
Bendaggio del polso con fascia elastica.

 
Bendaggio compressivo su un arto edematoso da ristagno venoso e linfatico
1 ancora distale con taping
2 ancora prossimale con taping
3 bendaggio elastico con benda estensibile
4 staffa con taping eseguita sopra la benda estensibile

Bendaggio e taping dell’articolazione tibio-tarsica
INESTETISMI FEMMINILI
Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, dedicato a tutti coloro che devono contrastare: stasi venosa, ritenzione idrica, cellulo-adiposite e liposclerosi.

INESTETISMI FEMMINILI Gli inestetismi femminili non sono veri e propri fenomeni patologici ma configurazioni che alterano l’estetica impedendo il giusto equilibrio fra tronco e arti inferiori. Si istaurano nella regione del gluteo, sulle cosce nella zona latero posteriore, sulle ginocchia medialmente, sul tricipite brachiale e più raramente alla radice del collo sui muscoli trapezi. Con il termine cellulite vengono indicati impropriamente tre inestetismi: ritenzione idrica, cellulo-adiposite e liposclerosi, ogni volta che si pronuncia questo vocabolo si commettono due errori, il primo legato al significato che indica un fenomeno infiammatorio a carico dei tessuti, il secondo perché si accomunano tre inestetismi estremamente differenti tra loro. Lo stage affronta il problema inestetismi dal punto di vista fisiologico, proponendo le strategie per debellarli a trecentosessanta gradi.
Programma
Insorgenza degli inestetismi femminili
Il modello di bellezza femminile di riferimento nelle diverse epoche
Cause fisiologiche che esitano in problematiche patologiche
Ritenzione idrica
Cellulo-adiposite
Liposclerosi
Proposte terapeutiche
Sinergie di intervento tra alimentazione, movimento finalizzato e massoterapia.

 

 
Zone di distribuzione degl’inestetismi
Ritenzione idrica Liposclerosi   Cellulo-adiposite
DOLORE ARTICOLARE
Stage teorico pratico di 15 ore, un week-end, per operatori e per chi vuole acquisire nuove conoscenze sulla determinazione del dolore articolare.

DOLORE ARTICOLARE Con la sintomatologia dolorosa articolare il massaggiatore, il fisioterapista, l’insegnante di Educazione Fisica, l’allenatore, l’atleta il paziente devono confrontarsi quotidianamente. Una concreta valutazione sull’origine del dolore deve iniziare dalla sua identificazione: se di natura viscerale o osteo-articolare e quindi reumatico, questo è il vero nocciolo della questione. Per stabilire l’esatta natura della sintomatologia dolorosa si usa come strumento di indagine la semeiotica. Per ogni articolazione sono indicate le principali manovre per verificare la stabilità dei componenti articolari. Per le sindromi reumatiche la diagnosi è clinica basata sull’anamnesi e l’esame obiettivo espresso attraverso le manovre speciali. Gli esami strumentali, quali la diagnostica per immagini e quelli di laboratorio, hanno lo scopo di confermare in un secondo tempo l’ipotesi diagnostica e l’eventuale intervento dell’ortopedico. Nello stage saranno illustrate le principali patologie reumatiche che colpiscono le articolazioni e le strategie di trattamento: dalla massofisioterapia allo stretching, dalla crioterapia al taping. Saranno indicate anche tecniche di massaggio e automassaggio.
Programma
Mano-polso: malattia di De Quervain, tenosinovite stenosante, dito a scatto, contrattura di Dupuytren, sindrome del tunnel carpale, test di Phalen.
Gomito: epicondilite, epitrocleite, test per l’epicondilite.
Spalla: borsiti, calcificazioni dei tendini, rottura della cuffia dei rotatori, test del braccio cadente, apprehension test, test di Yergason, sindrome da ostacolato scarico venoso dell’arto superiore.
Anca: lussazione dell’anca, coxartrosi, test di Patrich, manovra di Ortolani.
Ginocchio: tendinite della zampa d’oca, cisti di Baker, test di Apley in compressione e in trazione, test di Murray, manovre per i crociati anteriore e posteriore, manovre collaterali mediale e laterale.
Caviglia: traumi distorsivi, rotture dei legamenti, test di Lanzetta.
Piede: alterazioni strutturali, piede cavo, piede piatto, piede varo, piede valgo, alluce valgo, dita ad artiglio.
Per ogni problematica sono suggerite tecniche di recupero muscolare e propriocettivo, di massaggio e di automassaggio.

 
Nella rottura del legamento deltoideo si evidenzia una esagerata mobilità in abduzione del piede.
Nella lesione dei legamenti esterni insiste un’abnorme mobilità in adduzione del piede.
Nella lesione dei legamenti esterni insiste un’abnorme mobilità in adduzione del piede.
Test di Lanzetta
Test di Phalen per determinare la patologia del tunnel carpale
RIFLESSOLOGIA PLANTARE
Corso teorico pratico di 30 ore, due week-end, per tecnici e cultori della disciplina, questo sistema permette un doppio utilizzo: può essere usata da personale qualificato con finalità diagnostiche e terapeutiche, o dagli appassionati a scopo igienico salutistico.
La riflessologia plantare utilizza dei punti di riflesso riferiti a una mappa degli organi interni e delle loro funzioni raffigurata in zona plantare, attuando pressioni su questi punti si producono delle reazioni, ad esempio antalgiche, in un distretto del corpo diverso dalla zona stimolata, si può adoperare questo sistema sia per diagnosticare disturbi che per curarli.
La riflessologia, originaria della Cina, conosciuta anche in India ed Egitto, utilizzata dai nativi americani e dagli indigeni africani, è giunta nella vecchia Europa sul finire del 1800 e negli Stati Uniti nei primi anni del secolo scorso.
La teoria occidentale che spiega la riflessologia fa capo al dott. W. Fitzgerald, medico laringoiatra di Boston, nel 1917 pubblicò il libro: “Terapia zonale come alleviare il dolore a casa propria”, il contenuto di questo lavoro è il frutto di esperienze personali sperimentate come forma di anestesia per piccoli interventi chirurgici sui suoi pazienti, egli si occupava principalmente dei punti della mano.
Nel 1930 la sig. Eunice Ingham, terapista, iniziò a studiare questi principi sperimentandoli quotidianamente sui pazienti, a differenza di W. Fitzgerald si concentrò maggiormente sulla riflessologia del piede, la signora Eunice Ingham muore all’età di ottantacinque anni nel 1974, lasciando le sue conoscenze in eredità a molti allievi, quattro di loro diventano i caposcuola: primo tra tutti il nipote Dwight Byers, Mildred Carter anch’essa americana, Dorrer Bayly inglese e Hanna Marquardt tedesca.
Le due allieve europee diffondono negli anni 60 il metodo di Eunice Ingham in Europa, in Italia è Elpidio Zamboni allievo diretto di Hanna Marquardt a divulgare la riflessologia plantare.
Questo corso è finalizzato soprattutto alle patologie dell’apparato locomotore, in modo tale da consentire al massaggiatore di intervenire sul piede quando il massaggio classico è vietato.
Programma
Storia della riflessologia.
Le differenti scuole di pensiero: orientale e occidentale.
Il piede anatomia, fisiologia e fisiopatologia.
Zone di riflesso in regione plantare e dorsale.
Il metodo di Eunice Ingham.
Le manovre.
Zone di riflesso dell’apparato locomotore.
Arti superiori, arti inferiori, rachide.
La teoria delle aree di corrispondenza.

Alcune zone di riflesso del piede